Immutabile è in se stessa la verità e sola sopravvive a tutto
ma cangia dimore e forme ed intermittenti sono le sue rivelazioni.
Spenta per sempre nelle cripte abbandonate sta la luce di Osiri
e si avverata la profezia di Ermete ad Asclepio:
“O Egitto! O Egitto”!
Non resteranno di te che fole incredibili per le future generazioni
nulla durerà di te se non parole scolpite nella pietra.
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Tendete l’orecchio in voi stessi e mirate nell’Infinito dello spazio e del tempo.
Ivi echeggiano il canto degli Astri, la voce dei Numeri e l’armonia delle Sfere.
Ogni sole è un pensiero di Dio ed ogni pianeta una forma di questo pensiero.
Ed è per conoscere il pensiero divino che voi anime,
discendete e risalite penosamente la strada dei sette pianeti e dei sette cieli loro.
Che fanno gli Astri? che dicono i Numeri? che valgono le Sfere?
Dicono, cantano e volgono i vostri destini, o anime perdute o salvate!
Ermete Trismegisto
Questo è uno dei passaggi più forti di tutta la Tradizione ermetica.
Non parla della fine di una civiltà, ma dell’oscuramento dello Spirito, del momento in cui i riti diventano vuoti, le forme restano senza anima e la conoscenza, invece di essere viva, si pietrifica in memoria morta.
È lo stesso messaggio che attraversa il Vangelo di Giovanni, quando dice che Dio non si adora in un luogo, ma “in Spirito e Verità”.
Non nei templi costruiti dall’uomo, ma nel cuore risvegliato.
La Verità non muore mai, cambia solo dimora.
Quando non è più nei templi, chiede di essere ritrovata nell’essere umano.
Patrizia Pezzarossa



