La somma di questa data odierna 17 2 2026 ci dona un 20.
Il 2 è il numero della cooperazione, della dualità, ma a un’ottava superiore essendo potenziato dallo zero.
Ci indica l’innalzamento verso la consapevolezza di comprendere profondamente, “dove ci troviamo” – “quale posto occupiamo”,
in ogni ambito, casa, famiglia, relazioni, lavoro e soprattutto “interiorità”.
Come siamo posizionati dentro di noi? L’esterno ovviamente è una conseguenza dell’interno.
La lettera ebraica Resh (20) la forma che perfeziona e completa.
Nella tradizione, la Resh rappresenta il principio che perfeziona e completa. È legata allo spirito (Ruach) e simboleggia la testa, la saggezza e il vero pensiero che guida l’elevazione dell’essere.
Non appartiene più alla fase della trasformazione, ma al passaggio successivo: eleva la materia verso stati superiori, operando in verticale.
È il Soffio Divino che feconda l’intelligenza, porta guarigione, liberazione e discernimento. Resh è l’archetipo della rinascita e della perfezione interiore.
Rappresenta la medicina universale e il momento in cui la coscienza si riallinea allo spirito, ristabilendo ordine, chiarezza e integrità.
8 22 8
Facendo le riduzioni della data non ho potuto ignorare la formazione che si è evidenziata.
Non è solo una data è una Configurazione.
Il principio creatore è racchiuso tra due soglie o trasformatori, li definirei circuiti.
È esattamente la struttura di una eclissi anulare: una luce centrale 22, contenuta tra due ottave, due Elevatori o riduttori, dipende da come li viviamo..
Lo stesso schema appartiene al Cavallo di Fuoco: un’energia che attraversa un passaggio per entrare in un nuovo anno, una nuova espressione.
Il numero 4 si esprime nei livelli soggettivi, il 22 agisce in quelli universali
collettivi, riguarda tutti, indistintamente. Rappresenta la forza interiore raggiungibile dall’individuo. Il 22 è il numero del Creatore, colui che unisce visione e realizzazione. Rappresenta la genialità pratica, la capacità di trasformare l’intuizione in opere concrete e durature. Non è solo creatività, ma competenza, autorità e forza costruttiva guidate da una coscienza elevata.
È il numero di chi ha integrato le proprie polarità, luce e ombra, raggiungendo l’integrità dell’Essere. Da questa unione nasce una fede stabile, non cieca ma fondata sull’esperienza e sulla consapevolezza.
Il Maestro 22 non agisce più da un punto di vista egoico, ma come espressione della Volontà universale. Ciò che nasce sotto il 22 tende a manifestarsi e a durare, perché è radicato nella Verità.
Chi lo incarna non subisce il mondo, ma lo riconosce come riflesso della propria coscienza e diventa così costruttore consapevole della realtà.
La lettera ebraica Tav (22) rappresenta il principio del vincolo e della reazione.
È la forza che si oppone, resiste e stabilisce un limite. Ma proprio questo limite rende possibile la manifestazione. Ogni azione genera una reazione. Ogni movimento nasce da una resistenza. Come l’arciere che tende la corda in direzione opposta per permettere alla freccia di avanzare, così ogni forma prende forza dal vincolo che la contiene.
Il vincolo non è un ostacolo, ma la condizione stessa dell’espressione. È ciò che dà forma, ciò che permette all’energia di accumularsi e poi manifestarsi.
Tav è la soglia tra il non manifesto e il manifesto. È il punto in cui l’invisibile prende forma attraverso la resistenza.
L’8 è il Sovrano, la consapevolezza del proprio potere.
Potere qui è inteso come capacità di elevazione interiore. Saper non solo vedere ma utilizzare i nostro talenti, e i potenziali da realizzare.
È la padronanza della propria energia. La capacità non solo di vedere, ma di agire in coerenza con ciò che si è compreso.
“ Con sette note si fa un’ottava
Così finisce e non finisce
Dove finisce comincia ancora
Come nel segno così nel nome.
Altro dell’otto non si può dire.”
Franco Battiato
Battiato sta descrivendo esattamente il principio dell’8: il punto in cui un ciclo si conclude e simultaneamente riappare a un livello superiore.
Con sette note si fa un’ottava, e noi le sette note le abbiamo percorse. Adesso o si sale di un’ottava o tutto si ripete, come prima, senza cambiamento alcuno.
Due campi e tra loro, la soglia del 22. Si attraversa solo per risonanza.
La lettera ebraica Het (8) funzione RIPARO
La lettera ebraica Het, l’ottava, rappresenta la Legge dell’equilibrio che sostiene la Creazione. È il principio dell’ordine, della stabilità e del discernimento, la forza che protegge e mantiene l’integrità della forma. Simboleggia il riparo e la difesa, non come chiusura, ma come capacità di stabilire limiti giusti. Esprime la legge di causa ed effetto, attraverso cui l’Universo conserva il proprio equilibrio.
Het è la barriera invisibile che separa e ordina, permettendo all’energia di manifestarsi senza dissolversi. È la solidità della Creazione e la coscienza che, riconoscendo la Legge, consente all’uomo di mantenere equilibrio, protezione e continuità nell’esistenza.
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L’immagine delle due Sfingi, resa indimenticabile dal film La Storia Infinita, rappresenta perfettamente il principio del 22.

Le Sfingi rivelano lo stato dell’essere. Il loro sguardo non giudica, ma attraversa. Non è una prova di conoscenza, ma di coerenza.
Il passaggio non si conquista, si attraversa. Atreyu riesce a superarle perché è allineato con il suo intento.
Le Sfingi chiudono gli occhi e lo lasciano passare.
Questa soglia rappresenta il superamento dell’ego e l’accesso a uno stato di verità interiore.
Solo ciò che è integro può attraversare senza essere dissolto.
Le due Sfingi sono l’immagine del 22: due polarità perfettamente allineate che custodiscono l’asse centrale.
Il 22 è la soglia stabile. Il punto in cui non si diventa altro, ma si rivela ciò che si è veramente, autenticamente!
Qui il Cavallo di fuoco diventa un simbolo.
Rappresenta l’Umanità, il 2026, un nuovo inizio che chiede autenticità, il nostro futuro…
Riusciremo ad attraversare la soglia?
Non è il tempo a cambiare è il punto da cui lo attraversiamo.
La soglia non ci chiede di diventare altro, ma di essere interi.
Om Tat Sat
Patrizia Pezzarossa
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