Rileggendo oggi, 24.5.2026, 11 anni da questo testo del 2015, sento il bisogno di contestualizzare il termine “quinta dimensione”.
Oggi direi “ascolto cardiaco”.
Semplicemente: uno spazio di percezione intuitiva, in cui la mente razionale si acquieta e il cuore torna a sentire il senso profondo delle cose.

 

Non dovremmo analizzare razionalmente quei pensieri che giungono da stati di coscienza incomprensibili all’emisfero sinistro.

 

È inutile fare ricerche etimologiche su parole che lo spirito suggerisce… sarebbe come voler mangiare la minestra con la forchetta… molto alchemica questa definizione… vero?

Pensieri scritti da persone che vivono nella loro realtà, momenti di quinta dimensione fatti di intuizione, di cuore, di amore, non si possono comprendere solo con la mente.
Alla mente sembrano invenzioni… se nel 1800 avessero scritto “sommergibile” che effetto avrebbe potuto avere sulla gente?
(Etimologia della parola: natante atto a mantenersi in immersione, seguire una direzione sott’acqua, derivato da sommergere (sec. XVIII)
Impossibile, non esiste!!!)

 

In me Mago Agere – il Mago che è in me agisce

 

Etimologicamente scorretto?
Immaginare: vedere con la mente, concepire con la fantasia. Dal latino imaginari, deriv. di imago
Sinonimi: ideare, creare, inventare, escogitare, pensare, credere, ritenere, supporre, intuire.
Questi sinonimi chiariscono l’idea dell’inventore di questa definizione rivoluzionaria del termine immaginare!

 

Platone tratta il tema dell’immaginazione in Repubblica, Teeteto, Timeo e Filebo. Il filosofo si domanda:

 

“Immaginazione e fantasia sono realtà?
Ma che tipo di realtà”?
Sembra consapevole della difficoltà di rispondere con chiarezza a questo interrogativo.

Nel Teeteto critica il concetto di immaginazione dei sofisti i quali sorvolavano sull’aspetto creativo di questa facoltà e sulla sua autonomia nei confronti della realtà con la quale tali filosofi tendevano a confonderla.
Per Platone la phantasia, nel senso greco del termine, si genera dal contatto con le cose reali per poi divenire attività creativa autonoma di cui solo l’uomo è capace.

Essa esplica una funzione gnoseologica ed è accomunata alla memoria.
Tuttavia, come sottolinea Platone, non sempre l’attività gnoseologica dell’immaginazione è esatta, in quanto può indurci in errore nella costruzione della conoscenza.
Nel libro IV della Repubblica, il filosofo definisce l’eikasia come una visione di ombre e di apparenze riflesse su superfici lisce e lucide. Allora, ci chiediamo, quale è la definizione più vera dell’immaginazione in Platone?

Nel Timeo il filosofo, per chiarire il quesito, chiama in causa il fegato, come Aristotele aveva chiamato in causa la piccola ghiandola cerebrale. Il fegato rappresenterebbe l’organo di cui si serve l’anima appetitiva per trasformare i pensieri in immagini. Quando su questo organo si riflettono i pensieri, se essi sono forti e disturbanti, il fegato riceve delle figure che si trasformano in immagini che lo rendono grinzoso e bilioso. Se, invece, i pensieri che su di esso si riflettono sono riposanti, le immagini che la superficie dell’organo registra sono serene e lo rendono roseo e disteso.

 

 

Possiamo ricercare e trovare dati all’infinito sulla parola immaginare e le sue derivazioni.

 

Esistono trattati stilati da pensatori di tutte le epoche.

Il discernimento e l’attenzione sono obbligatori di questi tempi, ma non è analizzare quei pensieri che possiamo elevarci rispetto alla realtà 3D per raggiungere una dimensione elevata dell’Essere.

Il discernimento potrebbe essere utilizzato in modo più semplice:
Questo pensiero mi da gioia, speranza, benessere, contiene un messaggio che mi fa male?
Sento sofferenza dentro di me?
Oppure è un pensiero che mi fa sorridere nonostante mi sembri assurdo, è un pensiero in cui percepisco sottilmente l’intento di ampliare la mia visione?

Il discernimento è questo oggi, si basa sulla percezione delle proprie sensazioni a livello corporeo e intuitivo, emisfero destro, “sentirsi”. Sentire dentro di se cosa provoca un pensiero, una frase; e per sentirci dovremmo essere nel cuore non nella testa, non nella mente.
Nel cuore, in uno stato di presenza, nel qui e ora!

 

Mentre scrivo sono anche a colloquio via chat con una cara amica.

 

Ci stiamo specchiando a distanza parlando dei progressi fatti in questi ultimi mesi, è un po’ che non ci “sentiamo”.
Ci stiamo trasmettendo le sensazioni che proviamo. Viviamo un momento di quinta dimensione dove c’è sintonia e accoglienza reciproca.

Percepirsi a distanza è bellissimo, scriviamo nello stesso modo amorevole, riconoscendoci reciprocamente per quanto siamo meravigliose in questo cammin. Gli specchi sono attivi e sinceri.

Ci sono difficoltà, ma anche meraviglie e miracoli che costellano le nostre giornate ma non c’è lamentela, solo gratitudine e visione espansa.
Cerchiamo di andare oltre i limiti che abbiamo, almeno nella percezione, potremmo farlo anche telepaticamente questo scambio… beh ci arriveremo!!!

 

I momenti di quinta dimensione si vivono sempre nell’Amore e non solo per me e Alessandra.

 

Conosco molte altre persone con cui ci si scambia Amore riconoscendo nell’altro la sua divinità, senza giudizio, chiedendo anche consigli.
Ognuno può essere più avanti dell’altro in alcuni livelli e la percezione ci porta a riconoscerlo e a chiedere aiuto se serve, oppure a darne se viene richiesto!

Questo cambiamento in atto lo si evince anche da questi segnali, sembrano piccoli ma non lo sono.
Chi si aspetta di essere in una dimensione superiore con tutti i problemi risolti all’istante è un immaginatore che magari riuscirà nel suo intento ma, in qualsiasi modo uno immagini il proprio futuro, è sempre e comunque un lungo percorso.
Ognuno ha il suo e lo vivrà per come lo sente, lo pensa e lo immagina.

Non cerchiamo il pelo nel/sull’uovo perdendo di vista l’uovo…

Patrizia Pezzarossa

Gnoseologica:
la branca che studia l’origine, la natura, i limiti e la validità della conoscenza umana.

Eikasia:
(in greco antico εἰκασία) indica la facoltà dell’immaginazione e il livello più basso di conoscenza nella filosofia platonica.

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L’Ascesa della Terra alla Quinta Dimensione.

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