Il Daimon ci parla sempre ma è nella ferita che la sua voce diventa impossibile da ignorare.

Il Daimon dice:
Non tornare indietro.
Non andare avanti.
Stai nella ferita.

È potentissimo.

Noi pensiamo:
vado avanti
faccio di più
cambio strategia

Il Daimon invece dice: fermati lì.

  • Nel punto che brucia.
  • Nel punto che fa male.
  • Nella presenza

Quella è la ferita.
E la ferita è sempre una crepa.
Tutte le cose nascono da una crepa.
Il Daimon entra sempre nelle crepe.

Il dolore è un messaggero e i messaggeri, se non li ascolti, bussano più forte.
E prima o poi sfondano la porta.

Se fuggi dalla ferita, cosa fai davvero?
Non la curi e la trascini con te.

  • Cambi città e lei è con te.
  • Cambi progetto e lei è con te.
  • Cambi relazioni e lei è con te.

Perché non è fuori. È dentro!

È come avere una scheggia nel piede e dire:
“Vado più veloce così non sento dolore”.
Più cammini, più si infiamma.
L’unico gesto sensato è: fermarsi, sedersi. guardare, togliere la scheggia che fa male e pulire.
Poi guarisce.

La mente dice: Scappa dal dolore!
Il Daimon dice: Attraversalo!
Solo attraversandolo si trasforma.
Quando lo senti davvero, senza distrarti, senza raccontarti una storia per evitarlo, senza anestetizzarlo, qualcosa cambia…
si scioglie come ghiaccio al sole, lo hai lasciato esistere, lo hai integrato.

Questa è alchimia.
Maturità Spirituale.
Presenza!

Om Shanti Amen

Patrizia Pezzarossa
®Riproduzione consentita con citazione della fonte.

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