Abbandona la santità, getta via la sapienza
e la gente sarà cento volte meglio.
Elimina la morale, sopprimi la giustizia
e la gente riscoprirà la devozione filiale
e l’amore materno e paterno.
Abbandona l’astuzia, elimina il profitto
e non ci saranno più ladri né briganti.

Queste tre cose di per sé sono insufficienti.
Ad esse dobbiamo aggiungere:
abbraccia la semplicità e sii come un legno grezzo,
riduci l’egoismo e abbi pochi desideri,
abbandona la sapienza e sgombra l’animo
dalle preoccupazioni.
Lao Tsu

Interpretazione del passaggio:

“Abbandona la santità, getta via la sapienza e la gente sarà cento volte meglio.”
Lao Tzu non critica la saggezza autentica, ma la sapienza costruita, ostentata, che separa l’uomo dalla sua natura. Quando la “santità” diventa un ideale esterno da imitare, nasce l’ipocrisia. Eliminando queste sovrastrutture, l’essere umano ritorna alla sua saggezza innata, semplice e spontanea.

“Elimina la morale, sopprimi la giustizia e la gente riscoprirà la devozione filiale e l’amore materno e paterno.”
La morale e la giustizia imposte dall’alto diventano necessarie solo quando l’armonia naturale è già stata perduta. Quando vengono tolte, riemergono i legami originari: l’affetto, la cura, la pietà filiale, l’amore tra genitori e figli. Non per obbligo, ma per natura.

“Abbandona l’astuzia, elimina il profitto e non ci saranno più ladri né briganti.”
L’astuzia e la brama di guadagno creano competizione, avidità e violenza. Quando il profitto non è più il centro della vita, scompare anche il bisogno di rubare o ingannare.

In sintesi, Lao Tzu non promuove il caos, ma una società fondata sulla spontaneità e sull’armonia del Dao, in cui la virtù non è imposta dall’esterno, ma nasce dall’interno. È una visione in cui l’ordine non deriva dalla legge, ma dalla naturale rettitudine dell’essere.

 

 

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