Nel cuore della terra, le case non fanno parte di un paesaggio esterno… sono piuttosto luoghi interiori e custodiscono mondi interi.
Si scava un grande cortile centrale a cielo aperto e tutto intorno nascono le stanze, ampie, fresche, silenziose, protette dal sole e dal vento.
Entrare lì non è semplicemente visitare una casa: è come essere accolti dentro la terra stessa. Una sensazione quasi uterina, accoglienza e contenimento, un ritorno alla Madre, dove il tempo rallenta e tutto ritrova essenzialità.
Fuori il deserto, la luce abbagliante, il vento.
Dentro: le stanze della vita quotidiana.
Il pozzo centrale, la camera dei bambini, il salotto, la dispensa con le scorte di cibo (nelle immagini) e altre ancora: non manca nulla.
È un’architettura antichissima e intelligentissima che insegna molto: protezione dal caldo (può arrivare a 50°), dal vento e anche dagli sguardi, invece di imporsi sulla natura, ci si entra dentro.
Ci hanno offerto tè al rosmarino, miele nell’olio d’oliva e pane azzimo.
Non è stata solo ospitalità, ma un piccolo rito di accoglienza.
L’olio come nutrimento e benedizione.
Il miele come dolcezza e abbondanza.
Il pane azzimo come essenzialità e semplicità.
Un gesto antico che sembrava dire soltanto questo:
“Entra in pace, qui sei accolto.”
Ci sono luoghi che non si attraversano solo con gli occhi, ma con l’anima.

Patrizia Pezzarossa

 

Matmata è in Tunisia, è famosa per aver ospitato il set della casa d’infanzia di Luke Skywalker (Fattoria Lars) sul pianeta Tatooine nel film Star Wars: Una Nuova Speranza (1977)

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